Gli esseri mitologici della PMA: i mariti.

“Amore, però scrivi anche qualcosa sui mariti”.. ed hai ragione amore mio, perché troppo spesso ai mariti nella PMA viene dedicato il tempo esatto di “un gioco di mano”, ma anche se ti prendo sempre in giro, voi siete molto più di questo. Siete le nostre rocce, le nostre ancore di salvezza quando ci perdiamo nel mare delle emozioni, quando anneghiamo nel nostro oceano di lacrime. O almeno non so se sono tutti così, ma tu sì! Il mio gigante di certezza e se mi guardo indietro so che se non ci fossi stato tu non avrei mai potuto farcela. I mariti sono quegli esseri mitologici che ci aspettano pazienti mentre facciamo dentro e fuori dalle sale operatorie,o semplicemente dalle visite di controllo. Sono lì e aspettano e le lacrime che vorrebbero farsi scendere sul viso se le rimandano dentro agli occhi perché sanno che noi abbiamo bisogno del loro sorriso ad attenderci, sanno che loro non possono crollare, perché a crollare siamo molto spesso noi, sanno che dovranno sopportare i nostri sbalzi d’umore, quelli dovuti agli ormoni e quelli dovuti all’attesa. Sognano i nostri mariti, sognano ad occhi aperti, ma fanno finta di no. Si chiudono nei silenzi quando vorrebbero gridare anche loro, invece tacciono. Sono compagni d’avventura discreti, si sono arresi al fatto che non saranno lui e la loro donna a fare un bambino, ma ci saranno tante mani e tanti occhi che ficcheranno il naso nella cosa più intima, magica e delicata che possa esistere per una coppia. Ma sanno che è per una buona causa e stanno li e aspettano. Aspettano come noi, con le stesse ansie e le stesse paure, ostentando invece un sangue freddo da manuale. A voi mariti il mio grazie, il grazie che spesso ci dimentichiamo di dirvi, e a te amore, la mia riconoscenza per tutta la vita.

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