I (s)consigli non richiesti

Se pensavo che le frasi del prima di rimanere incinta fossero urticanti e fastidiose, devo dire che anche quelle del dopo hanno la simpatia della sveglia alle 5 di mattina in pieno inverno quando accorgi di aver finito il caffè (non so se ho reso l’idea). Se c’è una cosa che ho capito in questi mesi di dolce attesa, è che le mamme o le donne in attesa non sono tutte uguali, no assolutamente, si dividono in quelle più mamme e in quelle meno, ma anche in quelle più incinte e quelle meno. Dato che della prima categoria ancora non faccio parte, mi occuperò della seconda. Come si fa ad essere considerata meno incinta? Semplice. Se resti incinta e non ti dimentichi di essere una donna, quindi continui a curarti, non ti metti automaticamente in ciabatte e tuta (che arriverà quel momento, perché magari non ti entra altro a causa dei piedi gonfi e del panzone, ma se per ora non è cosi?!?) e peggio ancora, onta delle onte, non prendi quello che è ritenuto un peso sufficiente, bene allora sei meno incinta. Il peso, sono tutti ossessionati da quanti chili stai prendendo o meno, da quanta pancia hai e allora lì partono i “ma io ero il doppio d te”, “ma sei sicura di aver fatto bene i conti? La tua pancia non mi sembra così grande”, “ma nemmeno sembri incinta” e potrei continuare all’infinito! Volevo solo dire alle consigliatrici seriali che non solo ho fatto bene i conti, ma nel mio caso so il giorno esatto in cui sono rimasta incinta(dopo tutta la fatica lasciatemi almeno questa certezza, no?). Per quanto riguarda pance grandi e piccole sto per farvi una rivelazione in anteprima mondiale assoluta NON SIAMO TUTTE UGUALI, quindi smettetela di farmi venire le paranoie inutili che già quelle che mi faccio da sola sono sufficienti! Passiamo poi all’argomento abiti “ma ti vanno ancora i tuoi pantaloni?”, “ma quella cinta non è troppo stretta?”, “ma quei tacchi non sono troppo alti”(vabbè almeno su questo ho dovuto cedere, ma solo perché mi ha sgridata la ginecologa…ops!), “ma quella maglia non è troppo corta/larga/lunga/aderente e bla bla bla?”. Contiamo fino a 10, poi 20, poi 30 e sorridiamo, in fondo non c’è nulla che adesso dei vostri inutili bla possa scalfirmi, mi sono già fatta le ossa prima. E poi inizia la serie horror divisa in trilogie di ciò che arriverà dopo, consigli su come non viziare il neonato, su come tenerlo, su come farlo dormire, su quanto non dormirai, “e vedrai dopo quando andrai in vacanza, col cavolo che ti riposerai, “e vedrai dopo che tuo marito te lo scordi, non avrai più tempo”, “e vedrai, vedrai come te ce mando se non te la fai finita con i tuoi terrorismi!”, ma d’altra parte che ne sanno che il dopo è ciò che più ho desiderato al mondo negli ultimi anni? Però ovviamente non ci sono solo queste mosche fastidiose, c’è anche tanta solidarietà e tanto amore nelle parole e nei gesti di tante donne anche sconosciute che ricordano la loro gravidanza e spesso ancora si commuovono e ti dicono quanto sia bello incredibile e unico questo periodo e io non posso far altro che concordare, a tutto il resto il mio più sentito “da un’orecchia mi entra dall’altra mi esce”, ciaoooo!

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